Quando parliamo di mastoplastica additiva, siamo abituati a concentrarci sulla classica foto del “prima” e del “dopo”. Tuttavia, nella mia pratica clinica spiego sempre che un intervento chirurgico non è uno scatto fotografico, ma un vero e proprio percorso.
Oggi voglio condividere con voi un caso clinico trattato con la tecnica Preservé di Motiva, per mostrarvi passo dopo passo come si evolve il seno nei giorni e nei mesi successivi all’operazione, e perché il risultato visibile nelle prime 48 ore non è quello definitivo.
Un recupero funzionale: il vero significato di “mini-invasivo”

Nel caso che vi presento, il decorso della paziente è stato documentato in tre momenti specifici: prima dell’intervento, a due giorni e a nove giorni di distanza.
Il dato per me più significativo non è esclusivamente estetico, ma funzionale. A soli due giorni dall’intervento, la paziente è tornata in studio per il controllo di routine guidando l’auto da sola.
È proprio questo il senso pratico della preservazione del tessuto mammario: optare per un approccio chirurgico meno invasivo si traduce in un recupero eccezionalmente più rapido. Un benessere che si misura nei gesti concreti della vita quotidiana, come tornare alla propria scrivania o muoversi con agilità, e non solo nei parametri clinici.
Perché la protesi viene posizionata più in alto nei primi giorni?

Osservando le fotografie a due giorni dall’intervento, potreste notare un dettaglio particolare: la protesi appare posizionata più in alto e spinta maggiormente verso il centro del torace rispetto a quanto accade con la mastoplastica tradizionale.
Non si tratta di un’anomalia da correggere, ma di una precisa e intenzionale scelta chirurgica.
Con la tecnica Preservé, i legamenti naturali di sostegno della mammella vengono distesi e preservati, invece di essere sezionati con il bisturi. Questo significa che, nei mesi successivi all’intervento, la protesi dovrà scendere e assestarsi in modo naturale, accompagnata dalla distensione progressiva dei tessuti. Per questo motivo, il chirurgo deve posizionare l’impianto più in alto rispetto alla sede finale prevista: è un calcolo architettonico che tiene conto del percorso di guarigione, non solo del punto di partenza.

L’assestamento del seno nei mesi successivi
È un concetto che sottolineo spesso durante le visite: chi guarda le foto di un post-operatorio a pochi giorni dall’intervento rischia di interpretare quel volume e quella posizione come definitivi. Non lo sono. È solo una fase intermedia di un processo biologico che richiede tempo.
Già confrontando gli scatti a due giorni e a nove giorni, si nota l’inizio di questa evoluzione: la protesi comincia dolcemente a scendere e a lateralizzarsi, muovendosi verso la sua posizione finale. È un processo graduale, che prosegue nei mesi successivi fino a quando il seno acquisisce il suo aspetto definitivo e una sensazione al tatto estremamente naturale.
Valutare un risultato troppo precocemente è un errore: il seno dei primi giorni non coincide con quello che la paziente amerà a distanza di mesi.
La scienza dietro il recupero rapido
Come è possibile tornare a guidare dopo sole 48 ore? Il segreto risiede nell’estremo rispetto per l’anatomia della paziente.
Con la tecnica Preservé:
- I legamenti di Cooper e il legamento circomammario vengono dilatati, non tagliati.
- I vasi sanguigni vengono mantenuti il più possibile intatti.
- L’intervento si esegue in anestesia locale con sedazione, lavorando nel piano retroghiandolare senza incidere il muscolo pettorale.
Questo approccio riduce drasticamente il trauma chirurgico. Ne conseguono meno gonfiore, un dolore post-operatorio minimo e un ritorno rapido alla quotidianità. Restano ovviamente da rispettare le indicazioni mediche sugli sforzi intensi e sullo sport, che vanno sempre concordate caso per caso.
Preservé è la tecnica giusta per tutte?
La tecnica Preservé nasce per offrire un’alternativa mini-invasiva e sicura alla mastoplastica tradizionale, con l’obiettivo di restituire un seno proporzionato, naturale e armonioso.
Tuttavia, non è un approccio indicato per tutte le pazienti. La selezione clinica, basata sull’anatomia di partenza, sulla qualità dei tessuti e sugli obiettivi personali, resta il passaggio fondamentale e insostituibile.
Se desideri un aumento del seno e vuoi scoprire se la tua anatomia è idonea a questo percorso chirurgico a rapido recupero, ti invito a contattare lo studio per prenotare una visita specialistica. Valuteremo insieme l’approccio terapeutico migliore per rivelare la tua naturale bellezza.