Chirurgia estetica

Mastoplastica additiva

Impianto di protesi tonde o anatomiche

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  • Durata 90 minuti
  • Anestesia
  • Decorso 7-14 giorni

Protesi mammarie di ultima generazione

L’intervento di chirurgia estetica più eseguito al mondo, che permette di aumentare il volume e definire la forma del seno con l’impianto di protesi tonde o anatomiche. Le vie di accesso (sede dell’incisione chirurgica) sono tre: dall’areola, dal solco mammario, dal cavo ascellare. La protesi mammaria può essere posizionata in due piani anatomici distinti: sottoghiandolare o parzialmente sottomuscolare (dual plane).

Esistono due differenti tipi di protesi:

  • Anatomiche, che conferiscono al seno un aspetto più naturale.
  • Tonde, che permettono un migliore riempimento dei quadranti supero-mediali.

La scelta di un risultato molto naturale o più marcato dipende dal tipo di protesi e dal piano anatomico in cui vengono posizionate, in relazione alla corporatura della paziente, allo spessore cutaneo e alla presenza di un sottocute ben rappresentato; esistono diverse forme, ma anche diverse proiezioni. In sede di visita verranno definite insieme alla paziente, in base alle sue esigenze, le opzioni più corrette e adeguate.

Le protesi mammarie di ultima generazione sono costituite da un involucro di silicone testurizzato (“zigrinato” per diminuire il rischio di contrattura) e vengono riempite con un gel di silicone ad alta coesività: anche se la protesi viene tagliata, il gel non si muove. Possono inoltre essere rivestite da un involucro bianco in poliuretano, che garantisce una migliore adesione dell’impianto (minor rischio di rotazione in caso di protesi anatomiche) e una minore percentuale di contrattura capsulare. La contrattura capsulare è una complicanza a cui può andare incontro circa il 2-3% delle pazienti: la normale capsula che l’organismo crea per isolare la protesi può ispessirsi fino a distorcere la forma dell’impianto.

Quando ricorrere a questo trattamento

Questo trattamento di chirurgia estetica viene utilizzato nei seguenti casi:

  • Seno poco sviluppato.
  • Seno svuotato in seguito a gravidanze, allattamenti, calo ponderale (spesso dovremo associare l’asportazione della pelle in eccesso: mastopessi).
  • Asimmetrie di forma e/o volume (correggibile utilizzando protesi con forma e proiezione diverse).
  • Mammella tuberosa (dovremo quasi sicuramente associare un rimodellamento della ghiandola mammaria: espansione ghiandolare).

Sottoghiandolare o sottomuscolare (dual plane)?

Il piano di posizionamento della protesi va scelto in base alle caratteristiche della paziente: ecco un confronto tra le due opzioni.

SottoghiandolareSottomuscolare (dual plane)
IndicazioniCute mammaria grossa ed elasticaCute mammaria sottile e poco elastica
Dolore post operatorioModestoAccentuato
VantaggiForma più naturaleMigliore copertura delle protesi e facilitata interpretazione della mammografia
SvantaggiPossibile visibilità delle protesi e ondulazioni della pellePossibile deformazione da contrazione muscolare
RischiRetrazione della capsula periprotesicaMigrazione della protesi verso l’alto
Possibile evoluzioneDiscesa della protesi con la mammella (palla in fondo al sacco)Discesa della mammella davanti alla protesi (gobbe di cammello)

Ecco quindi l’importanza dei controlli postoperatori a lungo termine e l’esecuzione, ogni 3-5 anni, di un’ecografia mammaria anche in età pre-screening antitumorale.

La tecnica Preservé™ by Motiva®

Per la mastoplastica additiva il Dr. Di Nonno propone anche la tecnica Preservé™ by Motiva®, un protocollo mini-invasivo che utilizza le protesi SmoothSilk® Ergonomix2® per preservare l’anatomia nativa del seno, con il vantaggio di un’anestesia più leggera, meno dolore post-operatorio e un decorso decisamente più rapido rispetto alla tecnica tradizionale.

Scopri la tecnica Preservé in dettaglio, con il confronto dei tempi di recupero rispetto alla tecnica classica.

Costi

I costi per una mastoplastica additiva partono da € 8.000 e comprendono:

  • Anestesia
  • Costi ospedalieri o di impianto chirurgico
  • Test medici pre-operazione
  • Controlli post-operazione
  • Onorario del chirurgo

Quando si sceglie un chirurgo per un intervento di mastoplastica additiva, ricordate che l’esperienza del chirurgo e il vostro comfort con lui sono altrettanto importanti quanto il costo finale dell’intervento. Il Dr. Di Nonno esegue la mastoplastica additiva presso l’Istituto Chirurgico Palazzo Manzoni di Brescia, in una struttura specializzata in chirurgia plastica.

FAQ

Domande frequenti

Le protesi vanno cambiate ogni 10 anni?

Falso. Le protesi attuali in gel di silicone coesivo sono fatte per durare. Non vanno cambiate per “scadenza”, ma solo se si verificano complicanze (come una forte contrattura capsulare) o rotture, monitorabili con una semplice ecografia.

Il seno rifatto è freddo o duro al tatto?

Se l’intervento è ben eseguito e la protesi è coperta da un adeguato spessore di tessuto (muscolo o ghiandola), il seno risulta morbido, caldo e si muove in modo naturale insieme al corpo.

L’intervento impedisce di fare la mammografia?

Assolutamente no. Si consiglia semplicemente di avvisare il radiologo della presenza di protesi. Molto spesso si eseguono esami come ecografia o risonanza magnetica, che non subiscono interferenze e sono estremamente precisi.

Dopo quanto tempo posso tornare a dormire a pancia in giù?

È richiesto di dormire a pancia in su per il primo mese per non deformare la tasca protesica in fase di assestamento. Dopo la visita di controllo, potrai riprendere la posizione che preferisci.

Le protesi mammarie sono sicure?

Sì, sono sicure sia per quanto riguarda il materiale con cui sono fatte, sia per la mancanza di evidenza di correlazione tra protesi e malattie autoimmuni o tumori. Il silicone è presente in moltissimi oggetti con cui abbiamo un contatto quotidiano (cosmetici, cibi, acqua) ed è assolutamente biocompatibile. Non si evince alcuna correlazione tra tumori (incluso il linfoma anaplastico) e protesi mammarie, come dichiarano sia la FDA (Food and Drug Administration) che il Ministero della Salute italiano: “le protesi mammarie continuano ad essere considerate sicure e non si ravvisano rischi per la salute”.

Le protesi mammarie si possono rompere?

Le protesi mammarie di ultima generazione vengono garantite a vita dalle aziende produttrici, tuttavia capita saltuariamente il riscontro, casuale o associato a sintomi specifici, di protesi rotte. La rottura può essere contenuta all’interno della capsula fibrosa creata dal nostro organismo per isolare la protesi (intracapsulare) oppure può coinvolgere anche la capsula periprotesica (extracapsulare). Cause possibili sono traumi violenti (es. cintura di sicurezza in un incidente) o una mammografia mal eseguita. Il consiglio è sempre di sostituire la protesi rotta.

Posso eseguire l’intervento anche se ho una mastopatia fibrocistica?

Non ci sono problemi, previa valutazione radio-ecografica preoperatoria (eseguita di routine per tutte le pazienti); è inoltre consigliabile posizionare le protesi sotto il muscolo pettorale per isolare le cisti e facilitare le indagini diagnostiche post intervento. Qualora vi fossero fibroadenomi isolati, anche di piccole dimensioni, è possibile rimuoverli ed eseguire un esame istologico contestualmente alla mastoplastica additiva.

Dopo l’intervento il mio capezzolo perderà la sensibilità?

La percentuale di pazienti in cui residua un’ipoestesia postoperatoria persistente è dell’1,5%; una parestesia transitoria (qualche mese) che non lascia alcun reliquato è invece la norma.

In caso di accesso dall’areola potrò allattare? Ci sono controindicazioni per una gravidanza?

Non ci sono problemi per l’allattamento anche con un accesso dall’areola, qualora la ghiandola mammaria sia in grado di produrre latte. Non vi è alcuna controindicazione a una gravidanza dopo l’intervento, ma bisogna considerare l’effetto che avrà sulla pelle l’aumento di volume conseguente alla gravidanza e la successiva perdita di volume, fino a una possibile atrofia post-gravidica.

Quando potrò riprendere le normali attività quotidiane e l’attività sportiva?

La scelta di un piano retroghiandolare comporta un decorso più “leggero”: 3-4 giorni di riposo assoluto e ripresa dell’attività sportiva graduale dopo tre settimane, senza limitazioni particolari per gli sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (es. body building, nuoto). Un impianto retromuscolare ha un decorso più impegnativo: il muscolo deve adattarsi alla nuova condizione, quindi la ripresa delle attività quotidiane avviene dopo circa 10 giorni e quella sportiva dopo 30 giorni, evitando per due mesi il lavoro intenso dei pettorali. Nelle pazienti che praticano body building è consigliabile un impianto retroghiandolare.

Cos’è la tecnica Preservé by Motiva utilizzata per la mastoplastica additiva?

È un protocollo chirurgico a basso impatto sviluppato da Motiva®, che il Dr. Di Nonno utilizza per la mastoplastica additiva. Attraverso un accesso mini-invasivo (tunneling) e strumenti dedicati (separatore dei tessuti ed espansore Motiva®), i tessuti nativi vengono allungati e “annidati” intorno alla protesi SmoothSilk® Ergonomix2®, anziché lacerati. I quattro vantaggi principali sono: preservazione dell’anatomia e della sensibilità del seno, cicatrici più piccole con minori complicanze, maggiore stabilità (0% di malposizionamento a 3 anni), e assenza di complicanze come il BIA-ALCL, con un pacchetto di garanzia dedicato. Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Motiva®.

Che tipo di protesi vengono utilizzate con la tecnica Preservé?

Si utilizzano le protesi Motiva SmoothSilk® Ergonomix2®, inserite tramite un’apposita sleeve protettiva che riduce il contatto diretto della protesi con i tessuti circostanti, limitando il rischio di contaminazione e contrattura capsulare.

La tecnica Preservé è adatta a tutte le pazienti?

No, non è indicata per tutte le pazienti. È proposta principalmente per interventi di mastoplastica additiva primaria (prima protesi), quando l’anatomia consente un accesso mini-invasivo tramite tunneling. L’idoneità viene valutata caso per caso dal Dr. Di Nonno durante la visita, in base a tessuto mammario e cutaneo, forma desiderata e tipo di protesi: in alcuni casi può essere più indicata una tecnica di accesso tradizionale.

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