Dr. Stefano Di Nonno: chirurgia e medicina estetica a Brescia

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Aumentare il volume del seno

Impianto di protesi tonde o anatomiche

DURATA
90 minuti

ANESTESIA

DECORSO
7 – 14 giorni

Protesi mammarie di ultima generazione

L’intervento di chirurgia estetica più eseguito al mondo, che permette di aumentare il volume e definire la forma del seno con l’impianto di protesi tonde o anatomiche.

Le vie di accesso (sede dell’incisione chirurgica) sono tre: dall’areola, dal solco mammario, dal cavo ascellare.>La protesi mammaria può essere posizionata in due piani anatomici distinti: sottoghiandolare o parzialmente sottomuscolare (
dual plane).

Esistono due differenti tipi di protesi:

  • anatomiche, che conferiscono al seno un aspetto più naturale ;
  • tonde, che permettono un migliore riempimento dei quadranti supero-mediali.

La scelta di un risultato molto naturale o più marcato dipende dal tipo di protesi e dal piano anatomico in cui vengono posizionate le protesi in relazione alla corporatura della paziente, allo spessore cutaneo e alla presenza di un sottocute ben rappresentato; esistono diverse forme, ma anche diverse proiezioni. In sede di visita verranno definite insieme alla paziente, in base alle sue esigenze, le opzioni più corrette e adeguate.

Le protesi mammarie di ultima generazione sono costituite da un involucro di silicone testurizzato (“zigrinato” per diminuire il rischio di contrattura) e vengono riempite con un gel di silicone ad alta coesività: anche se la protesi viene tagliata, il gel non si muove.
Possono inoltre essere rivestite da un involucro bianco in poliuretano, che garantisce una migliore adesione dell’impianto (minor rischio di rotazione in caso di protesi anatomiche) e una minore percentuale di contrattura capsulare.La contratture capsulare è una complicanza a cui può andare incontro circa il 2-3% di pazienti: la normale capsula che l’organismo crea per isolare la protesi può ispessirsi fino a distorcere la forma dell’impianto.

Quando ricorrere a questo trattamento di mastoplastica additiva

Questo trattamento di chirurgia estetica viene utilizzato nei seguenti casi:

  • seno poco sviluppato
  • seno svuotato in seguito a gravidanze, allattamenti, calo ponderale (spesso dovremo associare l’asportazione della pelle in eccesso: mastopessi)
  • asimmetrie di forma e/o volume (correggibile utilizzando protesi con forma e proiezione diverse)
  • mammella tuberosa (dovremo quasi sicuramente associare un rimodellamento della ghiandola mammaria: espansione ghiandolare)

Costi mastoplastica additiva

I costi per una mastoplastica additiva partono da €6.000.

I costi comprendono:
• Anestesia
• Costi ospedalieri o di impianto chirurgico
• Test medici pre-operazione
• Controlli post-operazione
• Chirurgo

Quando si sceglie un chirurgo per un intervento di mastoplastica additiva, ricordate che l’esperienza del chirurgo e il vostro comfort con lui sono altrettanto importanti quanto il costo finale dell’intervento chirurgico.

Donna dopo un intervento di mastoplastica additiva

In sintesi

Tipo di ricovero

Day hospital

Tempi chirurgici

90 minuti

Anestesia

Generale, locale e sedazione

Rimozione punti

9 giorni

Ripresa vita sociale

7 - 14 giorni

Ritorno graduale all’attività sportiva

30 giorni

Domande frequenti

Le protesi mammarie sono sicure?

Sì, sono sicure sia per quanto riguarda il materiale con cui sono fatte sia per non evidenza di correlazione tra impianti, protesi e malattie autoimmuni o tumori.
Il silicone è presente in moltissimi oggetti con cui abbiamo un contatto quotidiano: cosmetici, cibi, acqua, latte ecc. ed è assolutamente biocompatibile. Non si evince alcuna correlazione tra tumori (anche il linfoma anaplastico) e protesi mammarie come dichiara sia la FDA (food and drug administration)  ente di controllo sanitaria americana, che il ministero della salute italiano: “Le protesi mammarie continuano, pertanto, ad esser considerate sicure e sotto questo aspetto non si ravvisano rischi per la salute.”

• Le protesi mammarie si possono rompere?

 Le protesi mammariedi ultima generazionevengono garantitedalle aziende produttricia vita, tuttavia capita saltuariamente il riscontro, puramente casuale o associato a sintomi specifici e aspecifici, di protesi rotte.La rottura può essere contenuta all’interno della capsula fibrosa che viene creata dal nostro organismo per isolare la protesi (intracapsulare) oppure si può verificare la rottura della protesi ma anche della capsula periprotesica (extracapsulare). Cause possibili di rottura sono traumi violenti quali la cintura di sicurezza della macchina in seguito a incidente o una mammografia mal eseguita. Il consiglio è sempre e solo di sostituire la protesi rotta.

 SOTTO LA GHIANDOLA SOTTO IL MUSCOLO GRAN PETTORALE

Indicazioni

cute mammaria grossa ed elastica

cute mammaria sottile e poco elastica

Dolore post operatorio

modesto

accentuato

Vantaggi

forma più naturale

migliore copertura delle protesi e facilitata interpretazione mammografia

Svantaggi

possibile visibilità delle protesi e ondulazioni della pelle

possibile deformazione da contrazione muscolare

Rischi

retrazione capsula periprotesica

migrazione della protesi verso l’alto

Possibile evoluzione

discesa della protesi con la mammella (palla in fondo al sacco)

discesa della mammella davanti alla protesi (gobbe di cammello)

Ecco quindi l’importanza dei controlli postoperatori a lungo termine e l’esecuzione, ogni 3-5 anni, di un’ecografia mammaria anche se in età pre-screening antitumorale.

• Posso eseguire l’intervento anche se ho una mastopatia fibrocistica?

Non ci sono problemi, previa valutazione radio-ecografia preoperatoria (eseguita di routine per tutte le pazienti); è inoltre consigliabile posizionare le protesi sotto il muscolo pettorale per isolare le cisti e facilitare le indagini diagnostiche post intervento.

Qualora vi fossero dei fibroadenomi isolati anche di piccole dimensioni è possibile rimuoverli ed eseguire un esame istologico contestualmente alla mastoplastica additiva.

• Dopo l’intervento il mio capezzolo perderà la sensibilità?

La percentuale di paziente in cui residua un ipoestesia postoperatoria persistente è dell’1.5%; una parestesia transitoria (qualche mese) che non lascia alcun reliquato è la norma.

• In caso di accesso dall’areola potrò allattare, è possibile avere delle gravidanze, ci sono delle controindicazioni?

Non ci sono problemi per l’allattamento anche con un accesso dall’areola, qualora la ghiandola mammaria sia in grado di produrre latte.

Non vi è alcuna controindicazione a una gravidanza dopo un intervento di mastoplastica additiva, bisogna però considerare l’effetto che avrà sulla pelle l’aumento di volume conseguente alla gravidanza e la successiva perdita di volume sino a un’atrofia post-gravidica.

• Quando potrò riprendere le normali attività quotidiane  e l’attività sportiva?

La scelta di un piano retroghiandolare comporta sicuramente un decorso più “leggero”:  3-4 giorni di riposo assoluto, e ripresa dell’attività sportiva graduale dopo tre settimane, senza alcuna limitazione per gli sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (es. body building, nuoto).

Un impianto retromuscolare ha sicuramente un decorso più impegnativo, il muscolo deve “adattarsi” alla nuova condizione in cui si trova, pertanto la ripresa delle attività quotidiane (guidare, sollevare dei carichi, ecc.) avviene solitamente dopo circa 10 giorni e si può riprendere l’attivita sportiva dopo 30 giorni, evitando per due mesi tutte quelle attività che comportano un lavoro intenso dei pettorali.

Nelle pazienti che praticano body-building è consigliabile un impianto retroghiandolare.

Domande frequenti

Le protesi mammarie sono sicure?

Sì, sono sicure sia per quanto riguarda il materiale con cui sono fatte sia per non evidenza di correlazione tra impianti, protesi e malattie autoimmuni o tumori.
Il silicone è presente in moltissimi oggetti con cui abbiamo un contatto quotidiano: cosmetici, cibi, acqua, latte ecc. ed è assolutamente biocompatibile. Non si evince alcuna correlazione tra tumori (anche il linfoma anaplastico) e protesi mammarie come dichiara sia la FDA (food and drug administration)  ente di controllo sanitaria americana, che il ministero della salute italiano: “Le protesi mammarie continuano, pertanto, ad esser considerate sicure e sotto questo aspetto non si ravvisano rischi per la salute.”

• Le protesi mammarie si possono rompere?

 Le protesi mammariedi ultima generazionevengono garantitedalle aziende produttricia vita, tuttavia capita saltuariamente il riscontro, puramente casuale o associato a sintomi specifici e aspecifici, di protesi rotte.La rottura può essere contenuta all’interno della capsula fibrosa che viene creata dal nostro organismo per isolare la protesi (intracapsulare) oppure si può verificare la rottura della protesi ma anche della capsula periprotesica (extracapsulare). Cause possibili di rottura sono traumi violenti quali la cintura di sicurezza della macchina in seguito a incidente o una mammografia mal eseguita. Il consiglio è sempre e solo di sostituire la protesi rotta.

Ecco quindi l’importanza dei controlli postoperatori a lungo termine e l’esecuzione, ogni 3-5 anni, di un’ecografia mammaria anche se in età pre-screening antitumorale.

• Posso eseguire l’intervento anche se ho una mastopatia fibrocistica?

Non ci sono problemi, previa valutazione radio-ecografia preoperatoria (eseguita di routine per tutte le pazienti); è inoltre consigliabile posizionare le protesi sotto il muscolo pettorale per isolare le cisti e facilitare le indagini diagnostiche post intervento.

Qualora vi fossero dei fibroadenomi isolati anche di piccole dimensioni è possibile rimuoverli ed eseguire un esame istologico contestualmente alla mastoplastica additiva.

• Dopo l’intervento il mio capezzolo perderà la sensibilità?

La percentuale di paziente in cui residua un ipoestesia postoperatoria persistente è dell’1.5%; una parestesia transitoria (qualche mese) che non lascia alcun reliquato è la norma.

• In caso di accesso dall’areola potrò allattare, è possibile avere delle gravidanze, ci sono delle controindicazioni?

Non ci sono problemi per l’allattamento anche con un accesso dall’areola, qualora la ghiandola mammaria sia in grado di produrre latte.

Non vi è alcuna controindicazione a una gravidanza dopo un intervento di mastoplastica additiva, bisogna però considerare l’effetto che avrà sulla pelle l’aumento di volume conseguente alla gravidanza e la successiva perdita di volume sino a un’atrofia post-gravidica.

• Quando potrò riprendere le normali attività quotidiane  e l’attività sportiva?

La scelta di un piano retroghiandolare comporta sicuramente un decorso più “leggero”:  3-4 giorni di riposo assoluto, e ripresa dell’attività sportiva graduale dopo tre settimane, senza alcuna limitazione per gli sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (es. body building, nuoto).

Un impianto retromuscolare ha sicuramente un decorso più impegnativo, il muscolo deve “adattarsi” alla nuova condizione in cui si trova, pertanto la ripresa delle attività quotidiane (guidare, sollevare dei carichi, ecc.) avviene solitamente dopo circa 10 giorni e si può riprendere l’attivita sportiva dopo 30 giorni, evitando per due mesi tutte quelle attività che comportano un lavoro intenso dei pettorali.

Nelle pazienti che praticano body-building è consigliabile un impianto retroghiandolare.

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a brescia Istituto chirurgico palazzo manzoni

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