FAQ
Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni su trattamenti e interventi, organizzate per area.
Addominoplastica
Risolve anche il problema della diastasi addominale?
Sì. L’addominoplastica non rimuove solo la pelle in eccesso, ma prevede quasi sempre la plicatura dei muscoli retti addominali. Questo ripara la diastasi, restituendo un ventre piatto e ripristinando la corretta contenzione muscolare.
Si può affrontare una gravidanza dopo un’addominoplastica?
Clinicamente è possibile, ma fortemente sconsigliato dal punto di vista estetico. Una nuova gravidanza distenderebbe nuovamente i tessuti e i muscoli, vanificando i risultati dell’intervento. È meglio programmare l’intervento quando non si desiderano più figli.
Le cicatrici saranno molto visibili?
La cicatrice è orizzontale e si trova nella parte bassa dell’addome. Viene disegnata strategicamente in modo da essere perfettamente nascosta anche dal più piccolo slip o costume da bagno.
Dopo quanto tempo potrò tornare in palestra?
Il recupero richiede gradualità. Dopo 3-4 settimane si può riprendere un’attività cardio leggera (camminata, cyclette), ma per gli sforzi intensi e l’allenamento dei muscoli addominali occorre attendere almeno 2-3 mesi.
Gluteoplastica
Le protesi si sentono al tatto o danno fastidio sedendosi?
No. Le protesi glutee vengono inserite all’interno o al di sotto del muscolo grande gluteo, nella metà superiore del gluteo. Questo garantisce un effetto tattile naturale e fa sì che, quando ci si siede, il peso del corpo non gravi direttamente sulla protesi.
Quanto tempo devo dormire a pancia in giù?
Per le prime 2-3 settimane è fondamentale non esercitare pressione diretta sulla zona operata. Dovrai dormire a pancia in giù e utilizzare cuscini speciali per sederti, mantenendo il peso sulle cosce anziché sui glutei.
Posso fare sport e allenare le gambe dopo l’intervento?
Sì, ma con i tempi giusti. Potrai tornare ad allenarti normalmente (inclusi squat e affondi) dopo circa 2 mesi. L’allenamento migliorerà ulteriormente il risultato estetico sostenendo la protesi.
Le protesi glutee vanno sostituite dopo qualche anno?
Come per il seno, le protesi di ultima generazione non hanno una “scadenza” predefinita, ma possono durare per decenni o per tutta la vita se non si presentano complicanze.
Lifting braccia
La cicatrice sarà molto visibile?
L’obiettivo è rimuovere la fastidiosa pelle a “tendina”. La cicatrice è inevitabile, ma viene posizionata lungo il solco interno del braccio (e verso l’ascella), in modo che sia nascosta quando le braccia sono distese lungo i fianchi.
Quanto tempo dovrò portare la guaina compressiva?
Si consiglia di indossare speciali guaine per le braccia per circa 3-4 settimane. Aiutano a ridurre il gonfiore, favoriscono l’adesione dei tessuti e migliorano la qualità della cicatrice.
Posso sollevare pesi dopo l’intervento?
È vietato sollevare pesi o fare ampi movimenti con le braccia per le prime 3 settimane per non mettere in trazione i punti di sutura. Successivamente la ripresa sarà graduale.
L’intervento è molto doloroso?
Il dolore è generalmente lieve e ben controllato dagli analgesici. Si avverte più che altro un senso di tensione e affaticamento muscolare nei primi giorni.
Lifting cosce
Dove viene nascosta la cicatrice?
Nel lifting cosce tradizionale, la cicatrice viene posizionata lungo la piega inguinale e prosegue verso il solco gluteo. Nei casi di forte eccesso cutaneo (es. ex-obesi), potrebbe essere necessaria un’incisione verticale lungo l’interno coscia.
Dopo quanto tempo potrò camminare normalmente?
Per la prima settimana dovrai camminare a passi lenti e brevi per non tirare la sutura inguinale. Una deambulazione normale e fluida si recupera gradualmente entro 15-20 giorni.
C’è il rischio che la cicatrice “scenda” nel tempo?
Per evitare questo effetto, la cute viene saldamente ancorata ai tessuti profondi (fascia di Colles). Tuttavia, seguire scrupolosamente il riposo nelle prime due settimane è vitale per evitare trazioni sulla ferita fresca.
Si può associare a una liposuzione?
Sì, quasi sempre il lifting delle cosce è preceduto da una fase di liposuzione per alleggerire il tessuto e preservare i vasi linfatici prima di rimuovere la pelle in eccesso.
Liposuzione
La liposuzione serve per dimagrire?
No. È un intervento di rimodellamento corporeo. Serve per rimuovere le “coulotte de cheval”, le maniglie dell’amore o i cuscinetti che non rispondono alla dieta, ma non va intesa come cura per il sovrappeso.
Se riprendo peso, il grasso torna dove è stato aspirato?
Gli adipociti (cellule di grasso) rimossi non si riformano. Se ingrassi, aumenteranno di volume le cellule adipose nelle zone non trattate. La zona aspirata manterrà comunque le nuove proporzioni.
La pelle rimarrà “flaccida” dopo aver tolto il grasso?
Dipende dall’elasticità della tua pelle. In pazienti giovani o con cute elastica, la pelle si retrae naturalmente. Se c’è molta lassità, potrebbero essere necessarie tecnologie di skin-tightening (radiofrequenza) o interventi escissionali.
Quanto durano i lividi e il gonfiore?
I lividi scompaiono in circa 15 giorni. Il gonfiore (edema) richiede più tempo: l’80% svanisce nel primo mese, ma il risultato definitivo e asciutto si apprezza solo dopo 3-6 mesi.
Mastopessi
Serve per forza inserire le protesi per sollevare il seno?
Non necessariamente. Se il tuo seno ha un buon volume ma è sceso, si possono utilizzare i tuoi stessi tessuti per risollevarlo e rimodellarlo. Le protesi si aggiungono solo se il seno è anche svuotato e desideri una taglia maggiore.
Posso allattare dopo una mastopessi?
Dipende dalla tecnica utilizzata. Generalmente, la ghiandola e i dotti vengono preservati per mantenere la sensibilità e la funzione dell’areola, lasciando intatta la possibilità di allattare.
Il seno potrà “cadere” di nuovo con il tempo?
La mastopessi riporta indietro l’orologio, ma non lo ferma. Gravidanze, variazioni di peso e il naturale invecchiamento della pelle possono, a distanza di anni, modificare di nuovo il risultato.
Le cicatrici sono molto evidenti?
Lascia cicatrici che variano a seconda della gravità del cedimento: solo intorno all’areola (peristolare), a “lecca-lecca” (verticale), o a “T rovesciata” (ancora). Sbiadiscono nel tempo e restano coperte dal reggiseno.
Mastoplastica additiva
Le protesi vanno cambiate ogni 10 anni?
Falso. Le protesi attuali in gel di silicone coesivo sono fatte per durare. Non vanno cambiate per “scadenza”, ma solo se si verificano complicanze (come una forte contrattura capsulare) o rotture, monitorabili con una semplice ecografia.
Il seno rifatto è freddo o duro al tatto?
Se l’intervento è ben eseguito e la protesi è coperta da un adeguato spessore di tessuto (muscolo o ghiandola), il seno risulta morbido, caldo e si muove in modo naturale insieme al corpo.
L’intervento impedisce di fare la mammografia?
Assolutamente no. Si consiglia semplicemente di avvisare il radiologo della presenza di protesi. Molto spesso si eseguono esami come ecografia o risonanza magnetica, che non subiscono interferenze e sono estremamente precisi.
Dopo quanto tempo posso tornare a dormire a pancia in giù?
È richiesto di dormire a pancia in su per il primo mese per non deformare la tasca protesica in fase di assestamento. Dopo la visita di controllo, potrai riprendere la posizione che preferisci.
Le protesi mammarie sono sicure?
Sì, sono sicure sia per quanto riguarda il materiale con cui sono fatte, sia per la mancanza di evidenza di correlazione tra protesi e malattie autoimmuni o tumori. Il silicone è presente in moltissimi oggetti con cui abbiamo un contatto quotidiano (cosmetici, cibi, acqua) ed è assolutamente biocompatibile. Non si evince alcuna correlazione tra tumori (incluso il linfoma anaplastico) e protesi mammarie, come dichiarano sia la FDA (Food and Drug Administration) che il Ministero della Salute italiano: “le protesi mammarie continuano ad essere considerate sicure e non si ravvisano rischi per la salute”.
Le protesi mammarie si possono rompere?
Le protesi mammarie di ultima generazione vengono garantite a vita dalle aziende produttrici, tuttavia capita saltuariamente il riscontro, casuale o associato a sintomi specifici, di protesi rotte. La rottura può essere contenuta all’interno della capsula fibrosa creata dal nostro organismo per isolare la protesi (intracapsulare) oppure può coinvolgere anche la capsula periprotesica (extracapsulare). Cause possibili sono traumi violenti (es. cintura di sicurezza in un incidente) o una mammografia mal eseguita. Il consiglio è sempre di sostituire la protesi rotta.
Posso eseguire l’intervento anche se ho una mastopatia fibrocistica?
Non ci sono problemi, previa valutazione radio-ecografica preoperatoria (eseguita di routine per tutte le pazienti); è inoltre consigliabile posizionare le protesi sotto il muscolo pettorale per isolare le cisti e facilitare le indagini diagnostiche post intervento. Qualora vi fossero fibroadenomi isolati, anche di piccole dimensioni, è possibile rimuoverli ed eseguire un esame istologico contestualmente alla mastoplastica additiva.
Dopo l’intervento il mio capezzolo perderà la sensibilità?
La percentuale di pazienti in cui residua un’ipoestesia postoperatoria persistente è dell’1,5%; una parestesia transitoria (qualche mese) che non lascia alcun reliquato è invece la norma.
In caso di accesso dall’areola potrò allattare? Ci sono controindicazioni per una gravidanza?
Non ci sono problemi per l’allattamento anche con un accesso dall’areola, qualora la ghiandola mammaria sia in grado di produrre latte. Non vi è alcuna controindicazione a una gravidanza dopo l’intervento, ma bisogna considerare l’effetto che avrà sulla pelle l’aumento di volume conseguente alla gravidanza e la successiva perdita di volume, fino a una possibile atrofia post-gravidica.
Quando potrò riprendere le normali attività quotidiane e l’attività sportiva?
La scelta di un piano retroghiandolare comporta un decorso più “leggero”: 3-4 giorni di riposo assoluto e ripresa dell’attività sportiva graduale dopo tre settimane, senza limitazioni particolari per gli sport che coinvolgono la muscolatura pettorale (es. body building, nuoto). Un impianto retromuscolare ha un decorso più impegnativo: il muscolo deve adattarsi alla nuova condizione, quindi la ripresa delle attività quotidiane avviene dopo circa 10 giorni e quella sportiva dopo 30 giorni, evitando per due mesi il lavoro intenso dei pettorali. Nelle pazienti che praticano body building è consigliabile un impianto retroghiandolare.
Cos’è la tecnica Preservé by Motiva utilizzata per la mastoplastica additiva?
È un protocollo chirurgico a basso impatto sviluppato da Motiva®, che il Dr. Di Nonno utilizza per la mastoplastica additiva. Attraverso un accesso mini-invasivo (tunneling) e strumenti dedicati (separatore dei tessuti ed espansore Motiva®), i tessuti nativi vengono allungati e “annidati” intorno alla protesi SmoothSilk® Ergonomix2®, anziché lacerati. I quattro vantaggi principali sono: preservazione dell’anatomia e della sensibilità del seno, cicatrici più piccole con minori complicanze, maggiore stabilità (0% di malposizionamento a 3 anni), e assenza di complicanze come il BIA-ALCL, con un pacchetto di garanzia dedicato. Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Motiva®.
Che tipo di protesi vengono utilizzate con la tecnica Preservé?
Si utilizzano le protesi Motiva SmoothSilk® Ergonomix2®, inserite tramite un’apposita sleeve protettiva che riduce il contatto diretto della protesi con i tessuti circostanti, limitando il rischio di contaminazione e contrattura capsulare.
La tecnica Preservé è adatta a tutte le pazienti?
No, non è indicata per tutte le pazienti. È proposta principalmente per interventi di mastoplastica additiva primaria (prima protesi), quando l’anatomia consente un accesso mini-invasivo tramite tunneling. L’idoneità viene valutata caso per caso dal Dr. Di Nonno durante la visita, in base a tessuto mammario e cutaneo, forma desiderata e tipo di protesi: in alcuni casi può essere più indicata una tecnica di accesso tradizionale.
Mastoplastica riduttiva
L’intervento riduce i dolori a schiena e cervicale?
Sì, questo è uno dei benefici principali. Rimuovendo centinaia di grammi (o persino chili) di peso dal torace, il sollievo per la postura, le spalle e la colonna vertebrale è quasi immediato.
C’è il rischio di perdere la sensibilità del capezzolo?
Un leggero intorpidimento iniziale è normale. Il rischio di perdita permanente della sensibilità è basso nelle riduzioni moderate, ma aumenta nei casi di seni molto grandi e cadenti (gigantomastia), dove lo spostamento del complesso areola-capezzolo è ampio.
Quanto peso si può togliere in sicurezza?
Non c’è un limite rigido, si possono asportare da 300 grammi a oltre 1 kg per mammella. L’obiettivo è riproporzionare il seno alla corporatura della paziente garantendo la vitalità dei tessuti.
È doloroso il post-operatorio?
Sorprendentemente, la mastoplastica riduttiva è un intervento molto meno doloroso della mastoplastica additiva sottomuscolare. Il fastidio è lieve e il ritorno alle attività leggere è rapido (circa una settimana).
Lipofilling del seno
Può sostituire completamente le protesi mammarie?
Sì, ma solo per chi desidera un aumento moderato e molto naturale (massimo 1 taglia) e possiede sufficiente grasso in altre zone del corpo da poter prelevare. Non è adatto per chi desidera seni voluminosi o l’effetto “push-up”.
Il grasso inserito può mascherare un tumore o interferire con la mammografia?
In passato si temeva questo, ma oggi i radiologi sanno riconoscere perfettamente le piccole calcificazioni benigne lasciate dal grasso, distinguendole senza problemi da lesioni sospette.
Se dimagrisco, il seno si ridurrà?
Sì. Il grasso attecchito nel seno si comporterà come il resto del tuo tessuto adiposo. Se segui una dieta rigida e perdi peso, perderai volume anche nel seno trattato con lipofilling.
Il risultato è permanente?
Parte del grasso innestato (circa il 30-40%) viene fisiologicamente riassorbita nei primi 3-4 mesi. La parte che “attecchisce” stabilendo una nuova rete vascolare rimane per sempre. Spesso si pianifica un po’ di iper-correzione in sala operatoria per compensare questo riassorbimento.
Mastoplastica additiva con tecnica Preservé
Quanto dura il recupero con la tecnica Preservé?
Il recupero è molto più rapido rispetto alla tecnica tradizionale: grazie al minor trauma chirurgico, la dimissione avviene in poche ore. Le attività leggere si possono riprendere dopo 24-72 ore, mentre il ritorno completo alla routine lavorativa avviene generalmente in 3-5 giorni.
Perché la tecnica Preservé richiede meno anestesia e ha un decorso più breve?
La riduzione dei tempi chirurgici e di recupero è il risultato diretto del minor trauma inflitto all’organismo. Nella tecnica tradizionale la tasca per la protesi viene creata recidendo meccanicamente muscolo, legamenti e terminazioni nervose; con Preservé si utilizza invece un separatore di tessuti dedicato e un espansore che creano lo spazio “spingendo” delicatamente l’anatomia interna anziché tagliarla. Non tagliando i vasi sanguigni e linfatici principali, sanguinamento, gonfiore e dolore post-operatorio vengono ridotti quasi a zero: questo consente un’anestesia più leggera e un decorso decisamente più rapido.
Blefaroplastica
Cambierà la forma del mio occhio o l’espressione?
Assolutamente no. L’obiettivo è rimuovere la pelle in eccesso che “pesa” o le borse che invecchiano il volto. Riacquisterai un aspetto riposato e fresco, ma il taglio e la forma del tuo occhio resteranno identici.
Rimarranno cicatrici visibili?
Nella blefaroplastica superiore, la cicatrice si nasconde esattamente nella piega naturale della palpebra. In quella inferiore, passa a 1 millimetro dal bordo delle ciglia (o avviene all’interno dell’occhio, per via transcongiuntivale). In pochissimo tempo diventano invisibili.
Posso fare solo le palpebre superiori o solo quelle inferiori?
Sì, gli interventi possono essere eseguiti singolarmente o combinati (blefaroplastica completa) a seconda delle necessità anatomiche del paziente e dell’inestetismo da correggere.
Quando potrò tornare a truccarmi?
Normalmente si consiglia di aspettare 7-10 giorni, ovvero dopo la rimozione dei punti di sutura. Da quel momento, potrai truccarti per nascondere eventuali lievi residui di ecchimosi.
Lifting del viso
Si capirà che sono “tirata”? Il risultato sarà finto?
I lifting degli anni ’90 tiravano solo la pelle, dando quell’effetto innaturale. Oggi lavoriamo riposizionando i muscoli profondi (SMAS): la pelle viene solo ridistribuita senza trazione. Apparirai come te stessa, ma molto più riposata e fresca.
Quanto durano i risultati di un lifting facciale?
Il lifting ringiovanisce il viso in media di 10 anni, e questo vantaggio rimane nel tempo. Naturalmente il processo di invecchiamento non si ferma, ma chi si è sottoposto a un lifting apparirà sempre più giovane rispetto alla sua età anagrafica.
Si tagliano i capelli durante l’intervento?
No, non si tagliano né si radono i capelli. Le incisioni vengono sapientemente nascoste tra i capelli delle tempie, davanti e dietro le orecchie.
A che età è consigliato farlo?
Non c’è un’età fissa, dipende dall’anatomia, dallo stile di vita e dalla genetica. Generalmente le indicazioni migliori si trovano tra i 50 e i 65 anni, quando i cedimenti sono evidenti ma i tessuti mantengono ancora una buona elasticità.
Lifting sopracciglio
Qual è la differenza tra lifting del sopracciglio e blefaroplastica?
La blefaroplastica rimuove la pelle in eccesso dalla palpebra. Se però l’eccesso cutaneo è causato dal sopracciglio che è scivolato verso il basso (coprendo l’occhio), è necessario sollevare la coda del sopracciglio, altrimenti la blefaroplastica risulterebbe inutile o innaturale.
Si può ottenere questo effetto solo con il botulino?
Nei casi lievi, il botulino può innalzare temporaneamente (4-6 mesi) la coda del sopracciglio. Se il cedimento strutturale è marcato, il lifting chirurgico è l’unica opzione duratura.
Cambierà la mia espressione facendomi sembrare sempre “stupita”?
No, l’iper-correzione viene evitata. L’intento è riaprire lo sguardo e conferire luminosità, riportando l’arcata sopracciliare nella posizione che aveva anni prima.
Dove si nascondono le cicatrici?
Esistono diverse tecniche: il lifting temporale (con incisioni nascoste tra i capelli), il lifting diretto (usato raramente, con incisione sul bordo superiore del sopracciglio) o per via endoscopica.
Mentoplastica
Si usano protesi o si può usare il proprio osso/grasso?
Se il mento è sfuggente, possiamo utilizzare piccole protesi in silicone rigido, oppure usare la tecnica del lipofilling (grasso autologo). Per interventi più strutturali si usa la chirurgia maxillo-facciale, ma in estetica le protesi o i filler profondi sono molto comuni.
La cicatrice si vedrà sul viso?
No. L’incisione per l’inserimento della protesi mentoniera avviene generalmente all’interno della bocca, nel fornice gengivale inferiore, oppure sotto il mento in una piega naturale, risultando completamente invisibile dall’esterno.
Cambia molto il profilo generale del viso?
Sì. Il mento è cruciale per l’armonia facciale. Una mentoplastica (spesso associata alla rinoplastica, chiamata “profiloplastica”) riequilibra drasticamente la proporzione tra naso, labbra e collo, migliorando perfino la percezione di un doppio mento.
È un intervento doloroso per masticare e parlare?
I primi giorni si avrà una sensazione di tensione e gonfiore locale, e si consiglia una dieta morbida o liquida per non affaticare la zona. Il fastidio svanisce rapidamente.
Otoplastica
Quanto tempo devo portare la fascia protettiva?
Dopo l’intervento porterai un bendaggio a turbante per circa 2-3 giorni. Successivamente, ti verrà chiesto di indossare una normale fascia sportiva per i capelli (giorno e notte per 15 giorni, e solo la notte per altri 15 giorni) per proteggere le orecchie mentre dormi.
L’udito può subire danni?
Assolutamente no. L’otoplastica lavora esclusivamente sulla cartilagine esterna del padiglione auricolare. L’apparato uditivo interno non viene in alcun modo toccato.
C’è il rischio che le orecchie “tornino” a sventola?
Le orecchie a sventola sono causate da una mancanza di piega della cartilagine. Modellando la cartilagine e fissandola con suture interne, il risultato è definitivo. Le recidive sono rarissime.
L’intervento lascia cicatrici visibili?
L’incisione viene effettuata esattamente sulla piega posteriore dell’orecchio. Essendo “nascosta” tra il padiglione e il cranio, risulterà impercettibile a chiunque.
Ricostruzione lobo auricolare
Quanto dura l’intervento per chiudere il buco del lobo?
L’intervento per i lobi fessurati (da orecchini pesanti o dilatatori) è molto rapido. Si svolge in ambulatorio, in anestesia locale, e dura circa 20-30 minuti per entrambe le orecchie.
Sente dolore durante o dopo?
È un intervento totalmente indolore durante l’esecuzione grazie all’anestesia locale. Nel post-operatorio si avverte solo un lieve fastidio pulsante, controllabile con un normale analgesico.
Potrò rimettere gli orecchini? Dopo quanto tempo?
Sì. Si raccomanda di attendere almeno 2-3 mesi per permettere ai tessuti di cicatrizzare completamente prima di fare un nuovo foro, che andrà fatto leggermente decentrato rispetto alla cicatrice.
Rimarrà una cicatrice a forma di taglio?
Resterà una piccolissima linea bianca verticale sul lobo. Se curata correttamente con creme cicatrizzanti, diventerà difficilmente visibile a occhio nudo.
Rinoplastica
Fa male togliere i tamponi?
È una delle paure più comuni, legata a tecniche superate. Oggi, nella maggior parte dei casi, non si usano affatto i tamponi (Rinoplastica no-packing) o si inseriscono spugnette microscopiche o lamine in silicone morbidissimo che si sfilano senza alcun dolore.
Si può fare la rinoplastica senza rompere l’osso?
Se l’inestetismo riguarda solo la cartilagine (es. punta larga o cascante), è possibile intervenire senza “rompere” le ossa (rinoplastica parziale). Se si deve ridurre una gobba o stringere il dorso nasale, bisogna invece limare o resecare l’osso, oggi spesso eseguito con tecniche a ultrasuoni (piezosurgery) molto precise e poco traumatiche.
La punta scenderà dopo qualche mese?
Durante l’intervento, il chirurgo “iper-corregge” leggermente la punta (lasciandola un po’ più all’insù) perché sa che, con lo sgonfiarsi dei tessuti e l’assestamento della gravità nei mesi successivi, essa scenderà di 1-2 millimetri trovando la sua perfetta posizione finale.
Dopo quanto tempo il naso avrà la sua forma definitiva?
Dopo aver rimosso il gessetto a 7-10 giorni il naso è già bello, ma sarà gonfio. Il 70% del gonfiore se ne va in 3 mesi, ma per vedere il risultato millimetrico e definitivo della punta occorre attendere un anno intero.
Lipofilling del viso
Rende il viso gonfio o innaturale?
Se la tecnica è eseguita correttamente, non “gonfia” ma “ristruttura”. Il grasso viene purificato (micro o nano-fat) per creare volumi delicati sugli zigomi, occhiaie o labbra, con risultati più stabili e morbidi dei classici filler sintetici.
Meglio il lipofilling o l’acido ialuronico per riempire il viso?
Se desideri un piccolo ritocco veloce e reversibile, l’acido ialuronico è ideale. Se invece desideri ripristinare volumi importanti su tutto il volto e cerchi un risultato stabile negli anni che sfrutti le cellule staminali per migliorare la pelle, il lipofilling è superiore.
Aiuta anche a migliorare la qualità della pelle?
Assolutamente sì. Il tessuto adiposo è ricchissimo di cellule staminali. Questo dona un forte impulso rigenerativo ai tessuti sovrastanti (effetto glow), migliorando rughe sottili, discromie e compattezza cutanea.
È un intervento in anestesia generale o locale?
Il prelievo del grasso (di solito dall’addome o dalle cosce) e l’infiltrazione nel viso si eseguono agevolmente in anestesia locale, eventualmente con una leggera sedazione se il paziente lo preferisce. Non richiede ricovero notturno.
AdiPrep
Cos’è esattamente la tecnica AdiPrep?
È un sistema avanzato per processare e purificare il grasso prelevato dal paziente. Isola in modo estremamente efficace il tessuto adiposo e le cellule staminali (frazione stromale vascolare), creando un concentrato purissimo che massimizza la sopravvivenza del grasso innestato.
Fa male prelevare il grasso?
Il prelievo viene effettuato in anestesia locale con micro-cannule (come una minuscola liposuzione) da addome, ginocchia o fianchi. Non è doloroso, si avverte solo un lieve indolenzimento nei giorni successivi simile a dopo un allenamento.
Quali zone del corpo possono essere trattate?
Il concentrato ottenuto può essere utilizzato per rigenerare la pelle del viso, del collo e del décolleté, riempire rughe profonde, ricostruire volumi su zigomi o labbra, e favorire la guarigione di cicatrici complesse.
I risultati sono definitivi?
A differenza dei filler riassorbibili, le cellule che “attecchiscono” (la percentuale è molto alta con questa tecnica) diventano tessuto vivente a tutti gli effetti e restano in sede permanentemente.
Acido ialuronico
Quanto dura l’effetto di un filler?
A seconda della zona trattata (labbra, zigomi, nasolabiali), del prodotto utilizzato e del metabolismo, la durata media va dai 6 ai 12 mesi. Con iniezioni di mantenimento regolari, l’effetto tende a durare sempre di più.
Cosa succede se il risultato non mi piace? Si può togliere?
Sì. L’acido ialuronico ha un “antidoto” chiamato ialuronidasi: un enzima che, se iniettato, dissolve in poche ore il filler in eccesso o mal posizionato, riportando la zona esattamente allo stato di partenza.
Ci saranno lividi o gonfiori dopo le punture?
Un leggero gonfiore o qualche piccolo livido sono reazioni normalissime e temporanee. Possono essere facilmente coperti col trucco dopo 24 ore e scompaiono nel giro di pochi giorni.
Se smetto di farlo, la pelle sarà peggio di prima?
Falso. Man mano che il filler si riassorbe, i tessuti tornano gradualmente allo stato iniziale. Spesso sono perfino migliori, perché l’acido ialuronico ha un’azione idratante e stimolante che fa bene ai tessuti a lungo termine.
Biorivitalizzazione viso e collo
Che differenza c’è tra biorivitalizzazione e filler?
Il filler “riempie” (volumizza o solleva una ruga) usando un acido ialuronico denso. La biorivitalizzazione “nutre” e “idrata” usando acido ialuronico molto fluido misto a vitamine e polinucleotidi, che curano la pelle donando luminosità senza modificare i volumi del volto.
Quante sedute servono per vedere i risultati?
Di solito si consiglia un ciclo di attacco di 3-4 sedute a distanza di 15-20 giorni l’una dall’altra. L’effetto di turgore e pelle radiosa si apprezza già dopo la seconda seduta.
È doloroso e lascia segni evidenti sul collo o sul viso?
Si utilizzano aghi estremamente sottili. Nel post-trattamento si noteranno dei piccoli “pomfi” (simili a punture di zanzara) nelle zone di iniezione, specialmente sul collo, che si riassorbono spontaneamente in 24-48 ore.
Può essere fatta anche in estate?
Assolutamente sì. A differenza del laser, la biorivitalizzazione non crea fotosensibilizzazione. Anzi, è raccomandata in estate per contrastare la disidratazione profonda causata da sole e salsedine.
Botulino
Il botulino “congela” le espressioni del viso?
È il timore più frequente, ma ingiustificato se in mani esperte. Il medico modula il dosaggio per rilassare solo i muscoli che creano la ruga “aggressiva” (sulla fronte o tra le sopracciglia), mantenendo intatta la naturale mimica del volto.
Entro quanto tempo vedo l’effetto e quanto dura?
Non è immediato. Il botulino inizia a fare effetto dal 3° al 5° giorno, raggiungendo il risultato definitivo a 15 giorni. L’effetto di distensione dura in media 4-6 mesi.
È tossico o pericoloso per il corpo?
I farmaci impiegati in medicina estetica (autorizzati da AIFA) utilizzano proteine purificate in dosi infinitamente piccole, sicure e ampiamente testate. Non migra nel corpo e non ha effetti tossici sistemici.
Cosa succede quando svanisce l’effetto? Le rughe peggiorano?
No. Quando il muscolo riprende a contrarsi, le rughe semplicemente ritornano ad essere quelle di prima (a volte meno marcate, perché il muscolo si è “disabituato” a contrarsi con forza per molti mesi).
Needling
A cosa serve esattamente il needling?
Utilizza un manipolo (come Dermapen) con micro-aghi che creano migliaia di micro-perforazioni indolori. Questo trauma controllato innesca una potente reazione di riparazione tissutale, stimolando elastina e collagene nuovo. È ideale per texture irregolare, pori dilatati e cicatrici da acne.
Fa male o fa sanguinare il viso?
Si applica una crema anestetica prima della seduta, rendendo il trattamento ben tollerato. Si crea un leggerissimo pin-point emorragico superficiale, che fa parte del processo terapeutico.
Dopo quanto tempo la pelle smette di essere rossa?
Il viso apparirà molto rosso subito dopo, simile a una bruciatura solare. Il rossore intenso dura 24-48 ore, dopodiché potrai tornare alle tue normali attività truccandoti (sempre con filtro SPF 50).
Può veicolare altre sostanze?
Sì. I micro-canali creati dagli aghi permettono di veicolare in profondità sostanze specifiche applicate dal medico, come acido ialuronico, sieri schiarenti o fattori di crescita per massimizzare il risultato.
PRP
Cos’è e a cosa serve il PRP?
È un trattamento di medicina rigenerativa in cui si preleva una fiala di sangue del paziente, la si centrifuga per isolare il plasma e le piastrine, e le si reinietta (ad esempio nel cuoio capelluto o nel viso) per stimolare potentemente la rigenerazione cellulare.
Funziona per qualsiasi grado di perdita di capelli?
Il PRP è miracoloso sui capelli diradati, assottigliati e sui bulbi “dormienti”, contrastando l’alopecia iniziale o lo stress stagionale. Non funziona se il follicolo è completamente cicatrizzato o atrofico (zone di calvizie totale e liscia).
Quanto tempo impiega per dare risultati visibili?
Il processo biologico richiede tempo. Il blocco della caduta si nota già dal primo mese, ma la ricrescita di capelli più sani e spessi richiede circa 3-6 mesi e protocolli di più sedute.
C’è rischio di rigetto o reazioni allergiche?
Zero assoluto. Si utilizza esclusivamente il tuo stesso sangue: il materiale è biologico, autologo e al 100% biocompatibile. Nessun rischio di rigetto né di allergie.
Rimodellamento glutei
Posso aumentare il volume dei glutei senza chirurgia?
Sì, oggi è possibile utilizzare filler corporei specifici (es. acido ialuronico ad alta densità per il corpo o acido polilattico) per migliorare la forma, dare proiezione e correggere asimmetrie o vuoti laterali (hip dips) in ambulatorio, senza bisturi.
Quanto dura il filler per i glutei?
Trattandosi di una zona soggetta a forte pressione meccanica e muscolare, l’acido ialuronico corporeo dura in media dai 12 ai 18 mesi, a seconda del prodotto e del metabolismo.
Posso sedermi subito dopo l’infiltrazione?
Si consiglia di limitare la posizione seduta o di appoggio per i primi 2-3 giorni. Dovrai anche astenerti da sport intensi per circa una settimana per evitare che il prodotto si sposti prima di essersi integrato nei tessuti.
Sostituisce la chirurgia (Gluteoplastica)?
No. Offre un rimodellamento di grado lieve o moderato. Se desideri un aumento di volume molto importante (diverse taglie) in modo duraturo, la chirurgia con protesi o il lipofilling restano le opzioni d’elezione.
Rinofiller
Il naso sembrerà più grande o più piccolo dopo il filler?
Geometricamente, aggiungendo acido ialuronico per riempire i dislivelli (come mascherare la gobba sollevando la radice o alzando la punta), il naso diventa impercettibilmente più grande. Tuttavia, otticamente apparirà molto più dritto e armonioso, sembrando per illusione ottica più piccolo o meno sporgente.
Può correggere un problema di respirazione o il setto deviato?
No, il rinofiller è un trattamento esclusivamente estetico e agisce solo sulla forma del dorso e della punta. Problemi funzionali come difficoltà respiratorie e deviazioni del setto nasale interno richiedono una rinosettoplastica.
Fa male, visto che il naso è una zona sensibile?
I filler di ultima generazione contengono lidocaina, un leggero anestetico che rende il trattamento del tutto tollerabile. Si avvertirà solo un po’ di pressione e fastidio passeggero.
Quanto dura e quanto spesso va ripetuto?
Il naso è una zona poco mobile (a differenza delle labbra), quindi l’acido ialuronico tende a degradarsi lentamente. Il risultato durerà dai 9 ai 15 mesi. Si può ripetere una seduta di ritocco per mantenerne i risultati nel tempo.
Trattamenti laser
Quali problemi della pelle si possono risolvere con il laser?
A seconda del tipo di laser utilizzato (es. CO2 frazionato, Q-Switched, luce pulsata), si possono trattare innumerevoli inestetismi: macchie solari e senili, cicatrici post-acneiche, rughe superficiali, capillari rotti e piccoli angiomi, e miglioramento della lassità cutanea (resurfacing).
Quante sedute sono necessarie in media?
Per i capillari o macchie circoscritte può bastare da 1 a 3 sedute. Per il ringiovanimento globale (resurfacing) o cicatrici profonde, servono in media dalle 3 alle 5 sedute intervallate da 4-6 settimane.
Posso farlo in estate?
I trattamenti laser ablativi o mirati alle pigmentazioni sono controindicati nei mesi estivi (da giugno a settembre) a causa dell’altissimo rischio di infiammazioni solari e macchie permanenti. Il laser si fa “quando fa freddo”.
È doloroso? C’è bisogno dell’anestesia?
Spesso si avverte una sensazione simile allo “schiocco di un elastico” sulla pelle. Per trattamenti ablativi come il CO2 si applica una crema anestetica locale prima della seduta per garantire il comfort del paziente.
Tricologia
Come faccio a sapere se la mia caduta di capelli è temporanea o permanente?
La distinzione si fa in visita. Una caduta abbondante legata a stress, cambio stagione o ormoni (telogen effluvium) è solitamente reversibile. La miniaturizzazione lenta e genetica (alopecia androgenetica) richiede invece terapie mirate perché altrimenti progressiva e permanente.
Le lozioni e gli integratori funzionano davvero?
Sì, se prescritti correttamente in base alla diagnosi. Gli integratori aiutano le carenze sistemiche, mentre le lozioni galeniche (con Minoxidil, anti-DHT, ecc.) e i trattamenti ambulatoriali sono farmaci che agiscono potentemente a livello del bulbo per arrestare la progressione.
A quale età è meglio iniziare i trattamenti tricologici preventivi?
Non appena si notano un assottigliamento o un diradamento progressivo, o un’eccessiva perdita non spiegabile. Iniziare a 20 o 25 anni preserva il “patrimonio” dei follicoli sani. Una volta che i follicoli muoiono, non possono essere recuperati.
C’è una soluzione medica per calvizie già avanzata alternativa al trapianto?
Purtroppo, se il bulbo pilifero è atrofizzato e l’area è completamente liscia da anni, né lozioni né PRP lo faranno ricrescere. In questi casi, il trapianto di capelli (FUE) rappresenta l’unica opzione di restauro definitivo.