Chirurgia estetica

Mastoplastica additiva con tecnica Preservé

Aumento del seno con tecnica mini-invasiva Motiva®: meno anestesia, meno dolore, recupero in un weekend.

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  • Durata 30-60 minuti (media 45)
  • Anestesia Locale con sedazione leggera
  • Decorso 24-72 ore

Cos’è la tecnica Preservé

Per la mastoplastica additiva il Dr. Di Nonno propone anche la tecnica Preservé™ by Motiva®, un protocollo chirurgico mini-invasivo che utilizza gli strumenti proprietari Motiva® insieme alle protesi SmoothSilk® Ergonomix2®. Attraverso un accesso ridotto (tunneling), i tessuti nativi vengono allungati in modo controllato e “annidati” intorno alla protesi, anziché lacerati, con l’obiettivo di preservare l’anatomia naturale del seno. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Motiva®.

I vantaggi della tecnica Preservé

  • Preservare l’anatomia. L’approccio a basso impatto preserva nel tempo i tessuti e la sensibilità del seno nativo della paziente.
  • Morbidezza e bellezza. Cicatrici più piccole e minori complicanze legate al dispositivo, senza lacerare i tessuti mammari nativi: il recupero è più rapido e sicuro.
  • Stabilità. L’allungamento controllato dei tessuti nativi permette di “avvolgere” meglio la protesi: gli studi clinici riportano uno 0% di tasso di malposizionamento a 3 anni di follow-up.
  • Serenità per la paziente. Assenza di complicanze come le malattie proliferative associate alle protesi (es. BIA-ALCL), con un pacchetto di garanzia dedicato Preservé™ in caso di rare complicanze.

(fonte: Motiva® Health)

Le fasi della procedura

FaseDescrizione
TunnelingCreazione dell’accesso chirurgico con il separatore dei tessuti Motiva®.
Allungamento controllatoEspansione graduale e delicata dei tessuti con l’espansore Motiva®.
InserimentoPosizionamento della protesi SmoothSilk® Ergonomix2® tramite l’apposita sleeve Motiva®, per un impianto più protetto e igienico.

Preservé a confronto con la tecnica tradizionale

La differenza principale rispetto a una mastoplastica additiva tradizionale è nel trauma chirurgico, molto più contenuto: questo si traduce in un intervento più breve, meno anestesia e un decorso decisamente più rapido.

Parametro clinicoMastoplastica classicaTecnica Motiva Preservé
Durata dell’intervento~ 90 minuti30-60 minuti (in media 45 minuti, grazie alla procedura standardizzata)
Tipo di anestesiaSpesso generale, o locale con sedazione profondaLocale con sedazione leggera (evitando i postumi pesanti dell’anestesia generale)
Dimensione dell’incisione> 4 cm (spesso con dissezione e taglio muscolare)~ 2,5-3 cm (nel solco sottomammario)
Gestione post-operatoriaUtilizzo frequente di drenaggi, dolore da moderato a severoAssenza di drenaggi, minor dolore e trauma
Ripresa vita sociale7-14 giorni24-72 ore per le attività leggere; ritorno completo alla routine lavorativa in 3-5 giorni

Perché i valori cambiano in modo così netto?

La drastica riduzione dei tempi chirurgici e di recupero è il risultato diretto del minor trauma inflitto all’organismo.

Rispetto dei tessuti. Nella metodica tradizionale, la creazione della tasca avviene recidendo meccanicamente muscolo, legamenti e terminazioni nervose. Con Preservé si utilizza un separatore di tessuti dedicato e un palloncino espansore (dilatatore) che creano lo spazio “spingendo” delicatamente l’anatomia interna anziché tagliarla.

Controllo dell’infiammazione. Non tagliando i vasi sanguigni e linfatici principali, il sanguinamento, l’edema (gonfiore) e il dolore post-operatorio vengono abbattuti quasi a zero. Questo è ciò che permette la dimissione in poche ore e il ritorno alle attività quotidiane nello spazio di un weekend.

In quali casi si può scegliere

La tecnica Preservé è proposta principalmente per interventi di mastoplastica additiva primaria (prima protesi), quando l’anatomia della paziente consente un accesso mini-invasivo tramite tunneling. L’idoneità viene sempre valutata caso per caso dal Dr. Di Nonno durante la visita, tenendo conto della qualità e quantità del tessuto mammario e cutaneo, della forma desiderata e del tipo di protesi più adatto: non tutte le pazienti sono candidate a questo approccio, e in alcuni casi può essere indicata la tecnica tradizionale.

Costi

I costi per una mastoplastica additiva partono da € 8.000 e comprendono:

  • Anestesia
  • Costi ospedalieri o di impianto chirurgico
  • Test medici pre-operazione
  • Controlli post-operazione
  • Onorario del chirurgo

Quando si sceglie un chirurgo per un intervento di mastoplastica additiva, ricordate che l’esperienza del chirurgo e il vostro comfort con lui sono altrettanto importanti quanto il costo finale dell’intervento.

FAQ

Domande frequenti

Le protesi vanno cambiate ogni 10 anni?

Falso. Le protesi attuali in gel di silicone coesivo sono fatte per durare. Non vanno cambiate per “scadenza”, ma solo se si verificano complicanze (come una forte contrattura capsulare) o rotture, monitorabili con una semplice ecografia.

Il seno rifatto è freddo o duro al tatto?

Se l’intervento è ben eseguito e la protesi è coperta da un adeguato spessore di tessuto (muscolo o ghiandola), il seno risulta morbido, caldo e si muove in modo naturale insieme al corpo.

L’intervento impedisce di fare la mammografia?

Assolutamente no. Si consiglia semplicemente di avvisare il radiologo della presenza di protesi. Molto spesso si eseguono esami come ecografia o risonanza magnetica, che non subiscono interferenze e sono estremamente precisi.

Le protesi mammarie sono sicure?

Sì, sono sicure sia per quanto riguarda il materiale con cui sono fatte, sia per la mancanza di evidenza di correlazione tra protesi e malattie autoimmuni o tumori. Il silicone è presente in moltissimi oggetti con cui abbiamo un contatto quotidiano (cosmetici, cibi, acqua) ed è assolutamente biocompatibile. Non si evince alcuna correlazione tra tumori (incluso il linfoma anaplastico) e protesi mammarie, come dichiarano sia la FDA (Food and Drug Administration) che il Ministero della Salute italiano: “le protesi mammarie continuano ad essere considerate sicure e non si ravvisano rischi per la salute”.

Le protesi mammarie si possono rompere?

Le protesi mammarie di ultima generazione vengono garantite a vita dalle aziende produttrici, tuttavia capita saltuariamente il riscontro, casuale o associato a sintomi specifici, di protesi rotte. La rottura può essere contenuta all’interno della capsula fibrosa creata dal nostro organismo per isolare la protesi (intracapsulare) oppure può coinvolgere anche la capsula periprotesica (extracapsulare). Cause possibili sono traumi violenti (es. cintura di sicurezza in un incidente) o una mammografia mal eseguita. Il consiglio è sempre di sostituire la protesi rotta.

Posso eseguire l’intervento anche se ho una mastopatia fibrocistica?

Non ci sono problemi, previa valutazione radio-ecografica preoperatoria (eseguita di routine per tutte le pazienti); è inoltre consigliabile posizionare le protesi sotto il muscolo pettorale per isolare le cisti e facilitare le indagini diagnostiche post intervento. Qualora vi fossero fibroadenomi isolati, anche di piccole dimensioni, è possibile rimuoverli ed eseguire un esame istologico contestualmente alla mastoplastica additiva.

Dopo l’intervento il mio capezzolo perderà la sensibilità?

La percentuale di pazienti in cui residua un’ipoestesia postoperatoria persistente è dell’1,5%; una parestesia transitoria (qualche mese) che non lascia alcun reliquato è invece la norma.

In caso di accesso dall’areola potrò allattare? Ci sono controindicazioni per una gravidanza?

Non ci sono problemi per l’allattamento anche con un accesso dall’areola, qualora la ghiandola mammaria sia in grado di produrre latte. Non vi è alcuna controindicazione a una gravidanza dopo l’intervento, ma bisogna considerare l’effetto che avrà sulla pelle l’aumento di volume conseguente alla gravidanza e la successiva perdita di volume, fino a una possibile atrofia post-gravidica.

Cos’è la tecnica Preservé by Motiva utilizzata per la mastoplastica additiva?

È un protocollo chirurgico a basso impatto sviluppato da Motiva®, che il Dr. Di Nonno utilizza per la mastoplastica additiva. Attraverso un accesso mini-invasivo (tunneling) e strumenti dedicati (separatore dei tessuti ed espansore Motiva®), i tessuti nativi vengono allungati e “annidati” intorno alla protesi SmoothSilk® Ergonomix2®, anziché lacerati. I quattro vantaggi principali sono: preservazione dell’anatomia e della sensibilità del seno, cicatrici più piccole con minori complicanze, maggiore stabilità (0% di malposizionamento a 3 anni), e assenza di complicanze come il BIA-ALCL, con un pacchetto di garanzia dedicato. Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Motiva®.

Che tipo di protesi vengono utilizzate con la tecnica Preservé?

Si utilizzano le protesi Motiva SmoothSilk® Ergonomix2®, inserite tramite un’apposita sleeve protettiva che riduce il contatto diretto della protesi con i tessuti circostanti, limitando il rischio di contaminazione e contrattura capsulare.

La tecnica Preservé è adatta a tutte le pazienti?

No, non è indicata per tutte le pazienti. È proposta principalmente per interventi di mastoplastica additiva primaria (prima protesi), quando l’anatomia consente un accesso mini-invasivo tramite tunneling. L’idoneità viene valutata caso per caso dal Dr. Di Nonno durante la visita, in base a tessuto mammario e cutaneo, forma desiderata e tipo di protesi: in alcuni casi può essere più indicata una tecnica di accesso tradizionale.

Quanto dura il recupero con la tecnica Preservé?

Il recupero è molto più rapido rispetto alla tecnica tradizionale: grazie al minor trauma chirurgico, la dimissione avviene in poche ore. Le attività leggere si possono riprendere dopo 24-72 ore, mentre il ritorno completo alla routine lavorativa avviene generalmente in 3-5 giorni.

Perché la tecnica Preservé richiede meno anestesia e ha un decorso più breve?

La riduzione dei tempi chirurgici e di recupero è il risultato diretto del minor trauma inflitto all’organismo. Nella tecnica tradizionale la tasca per la protesi viene creata recidendo meccanicamente muscolo, legamenti e terminazioni nervose; con Preservé si utilizza invece un separatore di tessuti dedicato e un espansore che creano lo spazio “spingendo” delicatamente l’anatomia interna anziché tagliarla. Non tagliando i vasi sanguigni e linfatici principali, sanguinamento, gonfiore e dolore post-operatorio vengono ridotti quasi a zero: questo consente un’anestesia più leggera e un decorso decisamente più rapido.

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